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Altari
- Tele - Pitture
Entrando,
da destra:
Altare
della Madonna di Pompei - La statua fu donata da
Don Gennaro Flajani nel 1923. Alla base vi è la sua
dedica: "G.C.O. Flajani 1923".
In
origine era l'altare della Passione e ciò si può
notare dalla ricchezza di decorazioni e simboli
presenti attorno all'altare stesso. La soprastante
tela rappresenta S. Michele Arcangelo.
Altare
della Confraternita del Purgatorio - Notare la
scritta "Orate pro defunctis". La pala
dell'altare rappresenta la salita delle anime del
Purgatorio in Paradiso per i suffragi dei fedeli,
accolte dalla Sacra famiglia. La soprastante piccola
tela rappresenta S. Emidio che sembra sia venuto a
predicare anche a Corropoli.
Altare
della Madonna del Sabato Santo - In origine era
l'altare della Madonna del Rosario. C'erano dei
tondi in cotto che rappresentavano i 15 misteri del
Rosario,
La
quattrocentesca statua in legno della Madonna del
Sabato Santo, da Ascoli Piceno fu portata nel
monastero dei Celestini di Corropoli e, ai primi
dell'800, dopo la soppressione napoleonica, con
solenne cerimonia fu spostata al capoluogo. Nel
1935, nel I ventennio del miracolo, quest'altare fu
arricchito di preziosi marmi dalla ditta Romeo
Alfonsi, su disegno del Prof. Pauri di Grottammare
(AP).
Pittura
murale - Re Davide con Tarpa.
Pala
dell'Altare Maggiore - È un olio su tela del 1953,
opera di Marcello Liberati di Roma. Rappresenta S.
Agnese che dall'alto protegge la cittadina di
Corropoli. L'altare proviene dalla chiesa della
soppressa Badia dei Celestini.
Nella
parete sinistra:
Pittura
murale - Mosè con le tavole delle leggi.
Altare
di S. Gabriele dell'Addolorata - Originariamente
era l'altare di S. Agnese, protettrice di Corropoli.
Altare
del SS. Sacramento - La pala è del 1700 e fu
realizzata per volere della Confraternita del SS.
Sacramento. Al centro, in alto, vi è rappresentata
la Madonna Immacolata che calpesta la luna e il
drago, il cui atteggiamento esprime la Sua unione
con Dio e la Sua protezione per i cristiani. Sono
presenti quattro Santi, due in piedi e due in
ginocchio, in atteggiamento di adorazione. Delle due
Sante in piedi, quella destra è Santa Lucia, quella
a sinistra Santa Barbara con i simboli del martirio,
palma e spada, e l'altro simbolo tipico stretto dal
braccio sinistro, torre con due finestre.
I
Santi in ginocchio e in atteggiamento di adorazione
sono: a destra il frate laico francescano S.
Pasquale Baylon col bastone in mano (simbolo del
pastore del gregge), alla cui sommità brilla il
simbolo dell'Eucarestia; a sinistra S. Tommaso d'Aquino,
dottore della chiesa, con il libro poggiato a terra,
vicino ai suoi piedi. Al centro, la cittadina di
Corropoli.
In
alto vi è un olio che rappresenta un Santo in
atteggiamento di adorazione davanti all'Eucarestia. L'altare
del SS. Sacramento veniva curato dai Tonelli di
Cor-ropoli, il cui stemma rii famiglia è presente
alla base delle due colonnine laterali.
Altare
della Madonna delle Grazie - La
statua presente nella nicchia è un'opera del 1700,
di scuola aquilana. È coperta da un manto dorato.
La Madonna reca il Bambino sulle ginocchia, ha le
mani giunte ed è in atteggiamento di adorazione. La
soprastante tela a olio rappresenta S. Vincenzo
Ferreri.
Zona
alta delle pareti - Vi sono quattro pitture
murali. Si tratta di figure-simbolo, tre delle quali
tratte dalle virtù teologali (FEDE - SPERANZA
CARITÀ), e dalle virtù cardinali (PRUDENZA -
GIUSTIZIA - FORTEZZA - TEMPERANZA). Dall'entrata:
FORTEZZA - PIETÀ (a destra), SPERANZA - CARITÀ (a
sinistra).
Antico
stemma di Corropoli - Sopra l'organo, sulla
parete di fondo, vi è un antico stemma di Corropoli,
molto simile a quello adottato per il gonfalone del
comune, però le tre torri centrali recano una
merlatura ghibellina.
Scritte
e simboli dell'arco e della volta - Al centro
dell'arco che divide l'aula della chiesa dalla parte
destinata all'altare, vi è un elegante medaglione
che racchiude la seguente scritta, tratta dal libro
della Genesi, cap. 28.V.17 e datata 1868: "NON
EST HIC ALIUND NISI DOMUS DEI, ET PORTA COELI".
La
volta - In corrispondenza degli archi delle
finestre, in piccoli riquadri, troviamo delle scritte
tratte dalla Sacra Scrittura e delle figure che
vogliono simboleggiare (da destra): SEMPLICITÀ,
PACE, ASTINENZA, PENITENZA, SAPIENZA o EQUITÀ,
UMILTÀ, PROVVIDENZA, PREMIO.
Olio
su tela della volta - Al centro della volta vi è
una grande tela a olio (m. 3.155x2,80), opera del
pittore corropolese Giovanni Flajani, realizzata nel
1869. La tela rappresenta la Madonna col Bambino,
sostenuti da Angeli sulla cittadina di Corropoli, e
circondati da Santi. A destra, in piedi, vediamo S.
Gennaro con l'ampolla del sangue nella mano e, a
sinistra, S. Scolastica con la colomba bianca sul
petto (la colomba bianca simboleggia l'anima di S.
Scolastica che San Benedetto avrebbe visto
innalzarsi al cielo dal corpo esanime della
sorella). In ginocchio, a destra, troviamo S. Emidio
col Pastorale. La sua Mitra (o Mitria) è poggiata a
terra. A sinistra troviamo una Santa Regina, Santa
Elisabetta d'Ungheria. Le rose che miracolosamente
si sostituirono al pane che aveva raccolto e
custodito in grembo per donarlo ai poveri, sono
poggiate a terra.
Madonna
di Mejulano - La statua della Madonna di
Mejulano che per prudenza viene conservata in luogo
riservato, è opera del 1200. È in legno e reca il
Bambino in grembo. È di stile bizantineggiante.
Anche questa statua proviene dal soppresso monastero
dei Celestini.
Crocifisso
- Vicino all'altare maggiore vi è un Crocifisso
in legno del 1600. Fu restaurato da Domenico Rosati
nel 1670.
Tele
conservate in sacrestia - 1 - Sacro cuore di
Gesù con sotto Santa Margherita Maria Alaquoque. 2
- Composizione Eucaristica: Gesù Bambino dormiente
circondato dai simboli della Passione e dell'Eucarestia.
3 - La Deposizione. 4 - Il Cuore immacolato di Maria.
Cappella
del SS. Sacramento - In questa cappella si
conservano un tabernacolo in alabastro e un mosaico
che rappresenta un Crocifisso, opere degli anni '60.
In una nicchia vi è la statua di S. Agnese, di
recente fattura.
L'organo
- Sopra la bussola d'ingresso della chiesa è
posta la cantoria, opera risalente al 700 ed
ampliata nella metà dell'800, nella quale fa bella
mostra un organo liturgico meccanico a canne (ca.
700) installato nel '700 ed ampliato alla fine
dell'800 (o inizio del secolo scorso) dalla ditta
Organara Veratti di Bologna, su commissione del
Prevosto Don Gaetano Salutanzi. L'organo ha avuto
bisogno di periodici restauri: nel 1940 da parte
della ditta Bevilacqua di Torre dei Nolfi (AQ) e nel
1990 dalla ditta Tonino Di Renzo di Pescara. |